Abbronzatura: Cose da sapere, errori da evitare

Conoscere il proprio fototipo è il punto di partenza per preservare la salute della pelle e per abbronzarsi bene

Arriva l’estate e tutti vogliono la tintarella. Il sole fa bene, ma bisogna fare attenzione a limitare le esposizioni e proteggere la nostra pelle con appositi filtri solari, anche perché siamo tutti diversi, ma la pelle va protetta sempre.

1. Cosa avviene nella nostra pelle quando ci si abbronza?
Le radiazioni ultraviolette aumentano il numero di melanociti attivi, stimolando di conseguenza la produzione di melanina. Questa sostanza, presente nella pelle, ma anche nei capelli e in alcune parti dell’occhio, non solo è responsabile dell’abbronzatura ma principalmente protegge la pelle dagli effetti negativi delle radiazioni solari agendo come un vero e proprio filtro. La melanina è infatti in grado di ridurre la penetrazione dei raggi ultravioletti negli strati più profondi della cute.

2. Che tipi di pelle esistono?
Esistono sei fototipi, determinati in funzione della carnagione, del colore dei capelli, della presenza o meno di efelidi (lentiggini), della capacità dell’individuo di abbronzarsi. La pelle di ogni persona, a seconda del fototipo, contiene una certa quantità di melanina, la sostanza responsabile dell’abbronzatura: il fototipo VI è quello che ne contiene di più, mentre il fototipo I è quello che ne contiene di meno: nei fototipi più bassi anche una minima esposizione alla luce solare può essere molto dannosa per la salute:

fototipo I: pelle chiara, capelli rossi, si scotta sempre, non si abbronza mai, efelidi molto numerose;
fototipo II: pelle chiara, capelli biondi, si scotta sempre, si abbronza poco, numerose efelidi;
fototipo III: capelli biondo scuro/castano, si scotta poco, si abbronza sempre (abbronzatura media);
fototipo IV: pelle olivastra, si scotta raramente, si abbronza sempre (abbronzatura scura);
fototipo V: pelle scura, non si scotta quasi mai, si abbronza sempre (abbronzatura molto scura);
fototipo VI: pelle nera, non si scotta

La cosa migliore è rivolgersi al proprio dermatologo per fare uno screening della cute, prima di esporsi al sole, per individuare il proprio fototipo e quindi il tipo di approccio che è meglio avere durante l’esposizione al sole.

3. Lampade, creme autoabbronzanti, integratori: servono?
Tutti i sistemi di abbronzatura artificiale sono da sconsigliare: secondo gli ultimi dati dell’OMS, l’abbronzatura artificiale delle lampade abbronzanti aumenta del 20% il rischio di melanoma, e questo rischio sale al 59% se il primo utilizzo è sotto ai 35 anni. Secondo un rapporto della stessa OMS i lettini solari sono responsabili di oltre 450 mila casi di tumore della pelle e più di 10 mila casi di melanoma ogni anno in Usa, Europa e Australia insieme. Questi sistemi abbronzanti artificiali presentano un rischio specifico per la pelle indipendentemente dalla tipologia di pelle e dall’esposizione solare. Sicuramente se proprio non si può fare a meno di avere la pelle abbronzata, meglio questi prodotti che le lampade: si tratta di prodotti non dannosi per la pelle, perché agiscono sulle cellule morte della cute. Ma è sempre meglio farsi consigliare da un dermatologo. E in ogni caso: meglio esporsi al sole con buon senso, per trarne i benefici ( stimola la produzione della vitamina D rinforzando le ossa e le difese immunitarie e ha effetto antidepressivo) che avere un’abbronzatura “artificiale”. I migliori integratori sono quelli naturali: in particolare i carotenoidi, antiossidanti che si trovano nelle carote, ma anche nelle albicocche, nei broccoli, nella lattuga, nel melone, nella zucca. Quindi è consigliabile assumere tanta frutta e verdura. Ma soprattutto bere molta acqua e spesso. Il sole disidrata in profondità il nostro corpo. Prestare particolare attenzione alle persone anziane, che hanno una sensazione di sete ridotta, e ai bambini piccoli, che hanno più bisogno d’acqua e una termoregolazione meno efficace.

4. Come ci si ripara dal sole?
Per le prime esposizioni non prendere più di tre quarti d’ora di sole al giorno (20 minuti al sole intenso). Oltre questo limite, i melanociti sono saturi e non producono altra melanina. L’abbronzatura ottenuta in modo veloce, poi, è meno duratura, e quasi sempre preceduta da infiammazione o ustione della cute. Dopo i primi giorni, si può aumentare progressivamente la durata dell’esposizione, senza dimenticare di proteggersi. Applicare la crema solare anche quando la pelle è già abbronzata, eventualmente riducendo gradatamente il fattore di protezione.

5. Quali tipi di creme esistono e quali sono realmente utili per proteggersi?
Il fattore di protezione da scegliere dipende dal proprio fototipo. La protezione solare dev’essere usata sempre, anche quando la pelle è già abbronzata.

6. Quali patologie si rischiano rimanendo per troppo tempo sotto il sole?
Si parla di fotodanneggiamento, che può essere acuto e di gravità variabile dall’eritema all’ustione solare, per esempio quando si rimane in spiaggia senza protezione per un’intera giornata, oppure cronico. Il fotodanneggiamento cronico è il frutto di scottature solari multiple nel corso degli anni o più frequentemente di esposizioni prolungate e ripetute, per esempio quelle che avvengono per motivi professionali (contadini, bagnini, muratori…). A richiamare l’attenzione sul fotodanneggiamento cronico è la comparsa di macchie o discromie cutanee. A lungo andare, sul fotodannegginento cutaneo cronico, possono insorgere le cheratosi attiniche (forme iniziali di tumori della pelle) o veri e propri carcinomi cutanei come il basalioma e lo spinalioma. Anche il più grave dei tumori della pelle, il melanoma, ha tra le sue cause principali un’eccessiva esposizione solare. In particolare è bene valutare anche il tempo di esposizione totale durante il corso dell’anno e della vita (specie durante l’infanzia) poiché il rischio di cancro alla pelle aumenta con l’aumentare del tempo e dell’intensità di esposizione.

Gli errori da evitare

  1. Interrompere l’applicazione della crema solare dopo i primi giorni di vacanza: la protezione solare dev’essere usata sempre, anche quando la pelle è già abbronzata
  2. Applicare la crema una volta arrivati in spiaggia: la protezione deve essere applicata almeno mezz’ora prima dell’esposizione al sole. L’ideale è applicare la protezione già a casa, prima di andare in spiaggia e dedicarsi all’abbronzatura
  3. I colpi di sole non si prendono solo sulla spiaggia! Qualunque sia l’attività all’aria aperta, un’escursione in bicicletta, una passeggiata,ecc., è sempre opportuno proteggersi con un trattamento solare. Proteggere inoltre i bambini con una maglietta asciutta: una maglietta bagnata lascia filtrare gli UV
  4. Esporsi tra le ore 12 e le ore 16: in questo momento della giornata, l’irraggiamento solare è all’apice della sua intensità. non esporre i bambini sotto i 3 anni durante le ore più calde
  5. Restare bagnati dopo ogni bagno o doccia: l’effetto specchio delle goccioline potenzia l’azione dei raggi Uv e riduce l’efficacia dei prodotti di protezione, anche se resistenti all’acqua
  6. Le pelli con fototipo scuro non hanno bisogno di protezione: non è vero, anche se non si arrossano, subiscono ugualmente gli effetti a lungo termine di un’esposizione scorretta, non solo l’invecchiamento precoce della pelle ma soprattutto danni irreversibili al Dna cellulare con il rischio di comparsa di lesioni precancerose e cancerose
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