Tecarterapia, Vediamo cos’è?

Tecarterapia 

Dolori articolari o muscolo-scheletrici possono limitare le tue capacità motorie per periodi più o meno lunghi. La Tecarterapia (altrimenti nota come Tecar o Human Tecar) è un trattamento elettromedicale diffuso in ambito sportivo e fisioterapico, impiegato per la riabilitazione ed il rapido recupero da traumi ossei e legamentosi nonché da patologie infiammatorie dell’apparato muscolo-scheletrico. La terapia va a stimolare e ad accelerare il microcircolo, favorisce la vasodilatazione ed aumenta la temperatura interna. Per ottenere dei risultati efficaci saranno sufficienti alcune sedute coadiuvate, il più delle volte, da trattamenti ed esercizi specifici. Ma cos’è e come funziona la Tecarperapia?

Cos’è la Tecarterapia

Tecar è l’acronimo di Trasferimento Energetico Capacitativo-Resistivo, il marchio registrato appartiene alla Unibell International. Il trattamento ha acquisito una certa popolarità soltanto negli ultimi decenni, nonostante i principi di funzionamento affondino le radici in tempi più lontani. Nel 1939 William Beaumont lavorò sul primo strumento elettromedicale che sfruttava la potenza del calore per la cura di traumi e patologie infiammatorie dell’apparato muscolo-scheletrico. Dopo anni di perfezionamento si arrivò al 1995, in cui venne utilizzato per la prima volta il termine moderno Tecar. La Tecarterapia, inizialmente, veniva riservata esclusivamente agli sportivi infortunati, allo scopo di ridurre il dolore percepito ed accelerare i tempi di guarigione e riabilitazione. Attualmente, il trattamento viene impiegato anche per la cura di artriti, di patologie legate all’età oppure all’attività lavorativa svolta. La Tecarterapia non è assolutamente invasiva ed è indolore. Lo strumento utilizzato per il trattamento sfrutta il principio fisico del condensatore ed è formato da 4 elementi:

– due piastre mobili (o armature del condensatore) utilizzate dal fisioterapista per trattare e massaggiare l’area dolorante e traumatizzata;

– materiale isolante;

– generatore elettrico collegato alle due piastre e capace di creare una differenza di potenziale. Una piastra, infatti, assume la carica positiva, l’altra quella negativa generando calore endogeno. La macchina viene regolata dal terapeuta in base alle esigenze. Per cui, per ottenere la vasodilatazione l’operatore dovrà regolare lo strumento ad un livello energetico intermedio (medio-termia); per attivare il microcircolo, invece, dovrà impostarlo ad un livello basso (atermia); infine, per aumentare la temperatura interna, bisognerà erogare più energia (ipertermia).

Come funziona la Tecarterapia

Puoi ricorrere alla Tecarterapia in qualsiasi momento, anche immediatamente dopo aver subìto un trauma o nella fase più acuta del dolore. Il trattamento è particolarmente indicato per patologie che interessano le mani, le ginocchia, le spalle, la colonna vertebrale, per le infiammazioni muscolari o riguardanti le ossa (artrite, sciatalgia e lombalgia). Sin dalla prima seduta, avvertirai immediatamente un miglioramento, il dolore sarà meno acuto e potrai riprendere a svolgere le attività del quotidiano in tempi piuttosto rapidi. Dopo un colloquio conoscitivo con il fisioterapista, sarai invitato ad accomodarti accanto al macchinario, sull’apposito lettino reclinabile. Una delle due piastre verrà applicata a contatto con il corpo, mentre sul tessuto patologico verrà spalmato un gel veicolante. L’altro elettrodo, invece, sarà guidato manualmente dal terapista sulla zona da trattare. La Tecar è una termoterapia endogena. A differenza dei trattamenti con il laser, l’ultrasuono e gli infrarossi, induce il corpo a produrre calore, sfruttando il modello del conduttore, apportando benefici per la guarigione rapida del tessuto traumatizzato. Il macchinario può essere gestito dal fisioterapista in due modalità in base alle esigenze:

– Capacitiva. Il manipolo è rivestito da un materiale isolante ceramizzato che consente di lavorare su strutture biologiche e tessuti costituiti da componenti liquide, come vasi sanguigni e linfatici nonché muscoli. Il trattamento in ipertermia locale garantisce un immediato sollievo in caso di problemi ai muscoli e di disfunzioni linfatiche.

– Resistiva. La modalità viene utilizzata su tessuti con molta componente connettiva, per cui è più efficace su legamenti, ossa, cartilagini e capsule articolari.

Le sedute di Tecar si possono svolgere in diverse modalità:

– manuale. Tipologia più utilizzata dai fisioterapisti, si basa su un trattamento che prevede l’impiego di un manipolo collegato al macchinario. La piastra mobile viene fatta scivolare sulla zona da trattare, dopo aver spalmato sulla superficie una crema conduttiva. Nel caso in cui il trauma dovesse essere maggiormente esteso, la Tecar in questa modalità non è sufficiente, per cui va coadiuvata a terapie aggiuntive;

– automatica. Relativamente nuova, questa tipologia di Tecar, invece, prevede l’uso di una piastra più estesa che lavora automaticamente, anche senza il terapista. Il trattamento consente di curare una zona traumatizzata molto più estesa, ma necessita comunque di un attento studio della patologia;

– automatica dinamica. La modalità prevede l’utilizzo di piastre adesive che richiedono in un secondo momento degli esercizi aggiuntivi. La terapia è molto efficace soprattutto in ambito sportivo, anche perché tratta parti più estese.

Una seduta di Tecarterapia ha una durata complessiva di mezz’ora. Al termine, la sostanza gelatinosa applicata può essere rimossa con della semplice carta assorbente. Per ottenere dei risultati soddisfacenti dovrai effettuare dai 5 ai 10 trattamenti a seconda delle tue esigenze. Ogni seduta verrà controllata da un operatore che, in base al quadro clinico, stabilirà di attivare il circuito resistivo o quello capacitivo. In genere, la Tecar è efficace su:

– arto fantasma

– spalla congelata o capsulite adesiva

– cisti di Baker

– fascite plantare

– sindrome del tunnel carpale

– tendiniti (rotulea e dell’achilleo)

– lesioni traumatiche di tipo acuto

– lombalgia

– sciatalgia

– postumi di fratture

– metatarsalgia

– deficit articolare

– contratture

– stiramenti e strappi muscolari

– rachialgie

– mialgia

– gonastrosi

La Tecar è molto utile in caso di riabilitazione da interventi post-chirurgici, come coxo-femorali e di artroprotesi.

Tecarterapia: controindicazioni ed effetti collaterali

La Tecarterapia deve essere eseguita correttamente e da operatori ben preparati per garantire un recupero del 50% soprattutto in caso di lesioni muscolari acute oppure di traumi distorsivi. La buona riuscita del trattamento dipende molto anche dalla tipologia di macchinario in uso. Esistono strumenti di poche migliaia di euro ed altri più professionali e costosi che fanno la differenza. La Tecar, in fase di riabilitazione, aumenta la produzione di ATP, che ti aiuta a velocizzare la riparazione dei tessuti danneggiati. La vasodilatazione favorisce l’ossigenazione delle sezioni traumatizzate ed un più rapido assorbimento degli edemi. L’energia, stimolata dall’interno, agisce più in profondità rispetto ad altre terapie che, emettendo calore dall’esterno, potrebbero danneggiare la salute della cute e dei tessuti stessi. La terapia, inoltre, stimola il rilascio dell’endorfina che agisce sul dolore. La Tecarterapia non ha particolari effetti collaterali. È un trattamento sicuro ed assolutamente non invasivo. Il surriscaldamento della zona trattata non implica danni né ai tessuti né alla cute. Il calore è molto ben sopportabile, per cui potrai farne ricorso tutte le volte che vorrai o ne avrai bisogno, anche due al giorno, ed a distanza ravvicinata dalla manifestazione del trauma. Puoi associare la Tecar ad altre terapie (ad esempio quella manuale) senza alcuna controindicazione o effetto collaterale. Tuttavia, è bene che la terapia non venga eseguita in gravidanza, in quanto la differenza di potenza può a lungo termine recare danni al feto. La Tecar non è adatta neanche in caso di neoplasie maligne, arteriopatie scompensate oppure in soggetti portatori di un pacemaker (consulta il cardiologo prima di sottoporti ad una seduta). Il fisioterapista deve prestare un occhio di riguardo in più in caso di parestesia, ernie del disco, ipersensibilità o insensibilità alla temperatura nonché di patologie legate al diabete. La Tecarterapia non costituisce invece un problema in caso di protesi metalliche al ginocchio, alla spalla oppure all’anca. Molti, ancora oggi, si mostrano scettici sulla reale efficacia del trattamento, perché non sussistono ricerche pubblicate su riviste scientifiche che possano attestarne i benefici sulla salute. Tuttavia, è bene ricordare che non tutte le grandi aziende sono interessate a ricerche in serie ma sono più propense ai risultati pratici ed alle opinioni dei pazienti che hanno provato in prima persona gli effetti della terapia sulla salute. Dalle svariate testimonianze se ne deduce che il trattamento è superiore ad altre cure mediche.

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